Appia, da Roma al Garigliano "lentamente": otto speciali tappe di camminata nella storia
di Laura Larcan
«La via Appia è meno faticosa per chi viaggia lentamente». Lo diceva con convinzione il grande poeta latino Orazio, che l'Appia la percorse per intero, lasciando Roma diretto a Brindisi e incontrando lungo il suo viaggio un'altra celebrità placida come Virgilio nella primavera del 37 a.C. (di lì a poco Augusto cambiò il corso della storia). Proprio le sue parole hanno ispirato la nuova guida In cammino sulla via Appia. Al passo con la storia, da Roma al Garigliano, un progetto editoriale innovativo, dedicato a promuovere un turismo culturale slow, per appassionati viaggiatori tra natura e storia, da scoprire a piedi, magari in bicicletta o a cavallo. La regola? Take your time, prendetevi il vostro tempo. Un volume che sembra anticipare il programma del ministero dei Beni culturali che ha lanciato il 2019 come anno del turismo culturale lento. E la qualità è la grande forza dell'Appia raccontata in questo libro ideato da Alfonsina Russo, già soprintendente per l'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'area metropolitana di Roma e oggi direttrice del Parco del Colosseo, con le autrici Maria Teresa Natale e Priscilla Polidori, in collaborazione con l'Agenzia regionale del Turismo.
A volo d'uccello, il cammino abbraccia la via Appia per 162 chilometri, dalla piazza di Porta Capena al Garigliano di Ponte Borbonico, conquistando otto tappe con una media di 20 km a sosta, inanellando una ventina di comuni piccoli e grandi, che dalle colline dei Castelli Romani scendono lungo la costa fino a Minturno. «Il periodo migliore per effettuare il cammino è questo finale d'autunno dove il paesaggio è ancora pieno di colori, oppure la primavera», avverte la Natale. Scarpe comode, bagagli poco ingombranti e la preziosa guida in mano, la strada consolare (312 a.C.) diventa un'avventura possibile senza timore di perdersi. La virtu' della guida sta tutta nella sua praticità, offrendo consigli utili, informazioni precise, schede per approfondimenti storici e mappe di facile consultazione disegnate a mano.
Ma a fare la differenza sono i contenuti sonori facilmente consultabili tramite QRcode. Ecco allora che prendono vita virtualmente racconti di storie, aneddoti, segreti, su antichi manieri, borghi incantati, viaggiatori illustri (Goethe uno su tutti). E non solo. Perché i secoli non hanno risparmiato l'Appia, anzi.

I TESORI
E così i racconti passano anche per tesori perduti e trasformazioni. La parte iniziale da Porta Capena a Santa Maria delle Mole, è la più monumentale, rientrando nel Parco archeologico dell'Appia che ne cura basoli e mausolei. Si segue fino a Genzano attraversando i Colli Albani lungo l'antico tracciato tra Marino, Castel Gandolfo e Ariccia.
Si raggiunge Cisterna di Latina sulle tracce di antichi sentieri tra curiosità golose (come la florida produzione di kiwi) e la storia più commovente testimoniata dall'area archeologica di Tres Tabernae, antica stazione di posta dove soggiornò San Paolo mentre risaliva la via condotto in catene a Roma, dopo i tumulti di Gerusalemme per affrontare il giudizio dell'imperatore.
Ecco che l'Appia diventa evocatrice del Cammino di San Paolo (mappato insieme all'associazione GoTellGo). La quarta tappa entra nel pieno dell'agro pontino fino a Borgo Faiti, mentre la quinta supera il passo di Terracina, scoprendo tutte le varianti al tracciato di Appio Claudio apportate da Traiano.
La sesta tappa, tra Terracina e Fondi svela sorprese come i Torrioni di Portella nel Comune di San Biagio dove fino al 1870 fu attivo l'ufficio di dogana al confine del Regno di Napoli: qui i viaggiatori subivano fior di ispezioni. Niente ritmi frenetici, solo la pazienza del camminatore serve per ricucire la settima tappa tra Fondi e Formia che incornicia gioiellini come Itri tutta da riscoprire. Ultima tappa, l'ottava, il Garigliano con l'antica Minturnae.
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