Il «panino senza»: take away firmato e gourmet a Porta Vescovo
Sosta gourmet con Panino Senza al prosciutto © stefano scatà
Gli sciatori lo sanno. In montagna si corre contro il tempo, nel senso che sci e snowboard, di massima, si indossano finché c'è luce. Non si possono sottrarre momenti preziosi al calcare le piste, insomma. Però le attività sportive in genere fanno bruciare calorie e danno vita a un certo languorino quando meno te l'aspetti. Appesantirsi è sbagliato, sedersi un'ora a tavola è inconciliabile con la voglia di lanciarsi sulla neve e spesso si mangia insufficientemente, male e soprattutto con poca soddisfazione, ritrovandosi affamati e con la batteria scarica a metà giornata.



Così al Rifugio Luigi Gorza, nel comprensorio Porta Vescovo Dolomiti Resort, hanno trovato la quadratura del cerchio, coccolando le papille gustative, perché la vita in montagna deve pur essere un piacere.



Il cibo proposto è un panino: un alimento che si mangia velocemente e praticamente.



Si potrebbe pensare: nulla di più banale. Ma il bello (e buono) sono nel mezzo, oltre che nel pane.



Si tratta di una pagnottella gourmet, infatti, ideata dallo chef Ivan Matarese, del ristorante Viel dal Pan, che utilizza salumi rigorosamente privi di antibiotici prodotti dal padovano Attilio Gorza, l’inventore della linea di prodotti 'Senza'. Dal loro incontro nasce il 'panino senza', che non significa "quasi nulla da addentare", sia chiaro, ma è sinonimo di cibo firmato e take away.



Il pane, infatti, è sfornato fresco ogni giorno ed è farcito con salamino, wurstel o prosciutto cotto senza antibiotici e di qualità.



Questa rivoluzione gastronomica vista neve nasce grazie all’impegno e al genio pratico e imprenditoriale di Manuela Gorza, sorella di Attilio, la donna che ha preso saldamente il comando della ristorazione di Porta Vescovo. Nel suo rifugio, oltre al panino, c'è un self-restaurant con oltre quattrocento posti a sedere e in tavola tanti piatti della tradizione cucinati come in casa. In menu ci sono zuppe, vellutate alle erbe aromatiche, tagliatelle fresche, bocconcini di capriolo profumato al cacao, seppioline con i piselli e polentine di mais, oltre a tanti piatti gluten-free.



La location non è da meno, perché il rifugio si trova a circa 2.500 metri di altezza e gode di una spettacolare vista sul ghiacciaio della Marmolada e sul gruppo del Sella, con gradinate disposte ad anfiteatro e dotate di tanti cuscini per pranzare al sole, rilassarsi e godersi la vista.



Per chi desidera fermarsi un po' di più o ama più il cibo che lo sport nella ski-area ci sono altri due ristoranti interessanti. Il Viel dal Pan affacciato sulle vette dolomitiche, con solo dieci tavoli dedicati all’alta cucina, in ogni caso, propone anche il menu "...di nuovo sugli sci in 38 minuti", che combina un’entratina di benvenuto, la zuppa del giorno, le tagliatelle al ragù di coniglio e la piccola pasticceria della casa.



In località Pescoi si trova invece la Cesa da Fuoch, a pochi passi dalla stazione intermedia della telecabina, a fianco della seggiovia Sas de la Vegla . Il nome del locale è il termine che indica cucina in ladino e qundi è tutto un programma. Si tratta di uno spazio accogliente e d’atmosfera, con cucina a vista e il contatto diretto con gli ospiti. Oltre al pranzo, la Cesa da Fuoch è perfetta per la prima colazione sulle piste con pane caldo, burro di malga e marmellata fatta in casa o per un aperitivo con bocconcini deliziosi.



Info: http://www.dolomitiportavescovo.it; http://www.dolomitisuperski.com/it
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