Banksy conferma la presenza a Venezia: il murale della bambina è suo
La conferma è arrivata direttamente da lui, sul suo account Instagram Banksy ha postato la foto del bambino migrante e naufrago, disegnato a pelo d'acqua. Da giorni in città si dibatteva sulla sua presenza in laguna, della paternità dell'opera esposta in pieno centro, dell'invito ad andaresene, se era lui, rivoltogli dai vigili in quanto privo di permesso per dipingere. Ecco che quindi lo street artist inglese dal volto sconosciuto ha sciolto i dubbi sorti negli ultimi giorni: Banksy è stato a Venezia e le opere in questione sono frutto del suo ingegno.




La storia della "cacciata" dei vigili urbani è diventata un cult sui social. Milioni di like per quel video in cui veniva confermata, appunto, la presenza di Banksy in città. Nel video si vede come l'artista sia stato fermato dai vigili, in quanto senza permesso per dipingere in città. Non si sa se sia stata una provocazione voluta, dato che nei mesi scorsi l'amministrazione comunale aveva ribadito l'interesse a non consentire a chi non avesse i permessi di dipingere in città. A scatenare il putiferio era stata la richiesta fatta da alcuni vigili a Ken Howard, noto pittore inglese, di andarsene da San Marco. I pittori di strada si erano ribellati e potrebbe darsi che anche il writer inglese abbia voluto «provocare» i vigili. Sta di fatto che Banksy forse è stato a Venezia e il video si conclude con la frase, anch'essa provocatoria, «Chissà perché non mi hanno mai invitato alla Biennale».

VIDEO La provocazione di Banksy
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Un'opera di Banksy a Venezia? Il misterioso murales all'apertura della Biennale
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