Fine estate nel Parco Nazionale Gran Paradiso, per ammirare camosci e stambecchi
di Marta Ghelma
Parco Nazionale Gran Paradiso
Risvegliarsi la mattina presto nel casotto storico di Mont Blanc, posto a 2.200 metri nell'incantevole Valle di Rhêmes, è un'emozione incredibile. Un grande privilegio concesso ad un ristretto gruppo di giornalisti grazie ad un'iniziativa straordinaria promossa dalla Fondation Gran Paradis (www.grand-paradis.it) in collaborazione con il Parco Nazionale Gran Paradiso (www.pngp.it). Con il suo panorama a 360° sui principali 4.000 metri valdostani, infatti, questa zona è caratterizzata da una importante presenza di camosci e stambecchi. Accompagnata da una delle sessanta guardie del Parco, il corpo che prosegue l'antica tradizione delle Guardie Reali della Casata Savoia, scopro un universo protetto e silenzioso che opera ben oltre la tutela e la conservazione del territorio. La ricerca scientifica sulla flora e sulla fauna, infatti, qui è all'avanguardia, con monitoraggi e censimenti effettuati secondo turni scanditi dal ritmo del sole. In collaborazione con diverse università e centri di ricerca come il CNR, il team guidato dal responsabile del Servizio Scientifico Bruno Bassano e del Servizio di Sorveglianza Stefano Cerise, ci spiegano come studiano e conservano al meglio il più antico parco nazionale d'Italia.



Dagli 800 metri del fondovalle fino ai 4.061 metri della vetta del Gran Paradiso, il Parco conserva una biodiversità unica. Oltre al ritorno del lupo e del gipeto, quest'immenso corridoio ecologico ospita circa 2.600 stambecchi, ben 7.700 camosci e migliaia di varietà botaniche tra le quali si annoverano anche endemismi rari. Gli stambecchi del Parco, inoltre, grazie ai programmi di reinserimento, hanno contribuito a ripopolare l'intero arco alpino. Il più famoso esemplare di tutti i tempi è senz'ombra di dubbio il cosiddetto Sultano. A vent'anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 16 marzo 1994, il più vecchio (ha sfiorato i 18 anni!) e prestigioso stambecco delle Alpi è ricordato attraverso un libro, “Sultano delle nevi” di Ariberto Segala, e da un filmato, “Sultano” di Stefano Borney.



A stretto contatto con il Guardaparco, poi, s'impara a rispettare questo importante lavoro fatto di impegno fisico, continue osservazioni diurne e notturne, solitudine e notti trascorse nei casotti del Parco, una rete di piccoli “rifugi” riservati al corpo guardie. Situati ad un'altitudine compresa tra i 2.000 e i 2.200 metri, ad ognuno dei casotti è attribuita una caratteristica distintiva, per cui se Levionaz è dedicato principalmente allo studio dello stambecco, Orvieille è il place to be per conoscere tutti i segreti della simpatica marmotta.



I NOSTRI CONSIGLI



Per saperne di più sul Parco e sulle sue attività di conservazione, il Centro Visitatori di Rhêmes-Notre-Dame offre tutte le informazioni utili per la didattica e l'organizzazione di gite ed escursioni guidate nel territorio del Gran Paradiso.



Info generali sul sito della Fondazione Grand Paradis http://www.grand-paradis.it che promuove le attività sul versante valdostano del Parco. Sul sito del Parco http://www.pngp.it è possibile trovare info anche sulle attività sul versante piemontese.
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