Lungo il Naviglio, paradiso del cicloturista
Cercando una via alternativa per andare a Milano in bicicletta, da ovest (Biella, Novara), un amico mi ha parlato della ciclabile del Naviglio Grande. Sabato, sono andato a provare. Con l'auto fino al ponte di ferro di Oleggio: quello che divide Piemonte e Lombardia e che si attraversa, venendo da ovest, per andare alla Malpensa (Tornavento). Poi con la bici. E' fantastica la via e il paesaggio che l'accompagna. Il paradiso del cicloturista. In 50 km si arriva a Milano e, se ad Abbiategrasso si va diritti, finisce al Po, dalle parti di Pavia. Mi sono accontentato di arrivare a Boffalora (MI), paese che sta al ciclismo come Mora (capitale della Vasaloppet, in Svezia) sta allo sci di fondo: dappertutto bikers. Purtroppo il rumorino che mi sconsigliava di arrivare ad Abbiategrasso, e’ peggiorato al punto da grippare i pedali. Risultato: ho spinto la bici per 11 km e mezzo. Cosi', a piedi, bicicletta al fianco, un po' a destra un po' a sinistra, ho potuto "capire" meglio il territorio. Sono arrivato con le spalle rotte ma convinto di tornare sul Naviglio il piu' presto possibile. Dal Naviglio scendevano, dal Lago Maggiore, dal 1300 in poi, i marmi per la fabbrica del Duomo di Milano. Non pagavano dazio. Sui carichi era scritto A U F (a usum fabbricae). Di qui il detto viagia', mangia', laura'... a uf! Si puo' essere piu' simpatici di cosi'?
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