Il manicomio più bello del mondo è a Reus: dentro il Pere Mata, gioiello modernista
di Francesca Spanò
Decori colorati, intrecci complessi forgiati con meticolosa precisione, simmetrie affascinanti, in un gioco armonioso che prende il nome di Modernismo. Reus è il paradiso di una forma d’arte nota negli altri stati europei con il termine di Art Nouveau o Liberty. Il suo centro storico è un trionfo di facciate arricchite di elementi facilmente riconoscibili o abilmente nascosti, ad incuriosire il visitatore che è costretto a camminare con il naso all’insù, meravigliandosi costantemente. Anche a costo di dimenticare che tra le vetrine dei negozi lo shopping è uno dei must, tra sconti e proposte originali. Tuttavia, quando i capolavori artistici abbracciano una città con una suggestione tanto forte, ci si distrae da tutto il resto in un dedalo di stradine, in cui non mancano i locali dove riposarsi sorseggiando una delle sue specialità: il vermouth.
 
 

Lo spettacolo architettonico odierno si deve in buona parte alla borghesia locale che promosse al costruzione di nuovi edifici in questo angolo di Catalogna. Gli stessi che alla fine del XIX secolo, divennero case vassalle e ora beni da proteggere. L’opera indimenticabile resta, però, L’Institut Pere Mata, terminato seguendo il modello dei padiglioni dell’Hospital Sant Pau di Barcellona.

In questa grande opera d’arte a cielo aperto non stupisce scoprire che vi è nato il celebre artista Antoni Gaudí, anche se curiosamente nessun angolo qui conserva le sue opere. Vi si trova però la sua casa natale visitabile dall’esterno, l’omonima calle ed il Gaudí Centre. A Reus, al contrario, l’architetto più noto rimane Domenech i Montaner, tra le figure peculiari del Modernismo, grande protagonista di percorsi a tema per chi vuole dedicarsi ad un giro culturale in un luogo a tratti fuori dal tempo.

La Ruta del Modernismo e quella di Gaudí

Al contrario di Gaudí, a Reus resta molto di Domenech i Montaner, non ultimo capolavori come Casa Navas (nella piazza principale, Placa del Mercadal) e lo stesso Institut Pere Mata. Da qui può partire un tour a tema che riguarda architettura e decori in stile modernista su arredi, insegne, pavimenti vetrate, negozi, e facciate del centro storico. La passeggiata a tema Gaudí inizia dalla sua casa natale che si trova accanto ad una scultura del 2002 a ricordo dell’architetto e continua al Collegio delle Scuole Pie. Nei locali dell’ex di San Francesco, l’artista ricevette istruzione tra il 1863 e il 1868, prima di spostarsi a Barcellona.

L’Institut Pere Mata: l’Istituto psichiatrico più bello del mondo

Probabilmente è anche il più visitato e, per fortuna, non sempre per disturbi mentali. Nonostante sia aperto ancora oggi nelle altre sue parti, l’ala principale si può scoprire nei dettagli e già da sola giustificherebbe ampiamente un viaggio in questa zona. L’ospedale è stato progettato da Lluís Domènech i Montaner ed ha come modello dei padiglioni, una struttura simile a quella dell’Hospital Sant Pau di Barcellona. All’interno, ogni edificio è stato diviso, pure architettonicamente, a seconda della sua specilità e il progetto è stato iniziato e completato tra il 1897 ed il 1912. Il padiglione che attualmente non è più ad uso medico, fa parte della strada del Modernismo ed intorno è arricchito da giardini verdi.

Il progetto ebbe seguito grazie agli sforzi del medico locale, Emili Briasó che conosceva bene le scarse condizioni igieniche degli ammalati con problemi mentali che si trovavano negli ospedali della zona. A questo proposito, fu chiesto ai residenti più abbienti di pagare la realizzazione di un istituto degno di nota e l’idea ebbe un insperato successo. Domènech i Montaner iniziò a pensare alla divisione degli spazi che comprendevano oltre a vasti giardini per le passeggiate, anche separazioni per tipo di malattia, sesso e classe sociale e, in più, tecniche per l’epoca avanzate a livello di cure. Di fondo, però, i pazienti non dovevano sentirsi rinchiusi in spazi ristretti, oscuri e tristi.

Il padiglione oggi visitabile, in particolare, doveva accogliere i pazienti più ricchi, a volte con il solo “problema” di avere tendenze sessuali non accettate in quegli anni. Era una sorta di prima classe del manicomio con una differenza tra le “suite”, una delle quali accanto alla stanza del medico per qualunque evenienza. Non mancavano le sale gioco e una cucina ampiamente decorata a tema di frutta e agrumi. Le camere erano individuali, con bagno privato e doccia o vasca. La facciata invece è in pietra rosata, simbolica in città, mentre all’interno diverse erano le piastrelle in ceramica. Bellissima è soprattutto la Sala della Lettura, musica e riposo, subito dopo ecco la sala da pranzo e la sala biliardo, mentre al primo piano si trovano ancora oggi le stanze, con i mobili originali.
 
Info utili 
L’Instituto Pere Mata si trova su Carretera Institut Pere Mata, s/n, 43206 Reus, Spagna. 
Per arrivare in Catalogna, il metodo più semplice è quello di prendere un volo per Barcellona e noleggiare da qui un veicolo. Comodi sono, ad esempio, quelli operati da Vueling con partenze sia Da Milano Malpensa che da Roma Fiumicino.

Photo Credit: Francesca Spanò
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