L'Alaska a bordo di una slitta trainata dagli husky
di Francesca Spanò
Per gli amanti dell’avventura e per gli irriducibili del gelo da montagna in grado di resistere a temperature quasi proibitive, l’esperienza è davvero intensa. Regalarsi un giro in slitta in Alaska lasciandosi trainare dagli husky, di fronte a paesaggi innevati, può entusiasmare anche il turista più riservato. A patto di affittare, però, l’abbigliamento giusto. Fondamentali, in questo senso, sono gli scarponi e gli abiti capaci di isolare il corpo dal freddo pungente. In linea di massima, non occorre portare tutto da casa, le agenzie locali che organizzano il tour sanno già come imbacuccare gli inesperti curiosi che toccano il suolo di questo angolo di mondo.
 
 

Informazioni utili
Da metà novembre fino ad aprile, se le condizioni meteo lo permettono, esistono diversi percorsi da seguire per una esperienza suggestiva. Le escursioni durano da un’ora e mezza a cinque giorni ed esistono in loco degli operatori in grado di condurre lungo i sentieri. Distese selvagge lungo cui muoversi in velocità restando comodamente seduti, con i cani che vengono attaccati alla fune, mentre si cerca di placare l’eccitazione di una corsa in una cornice tutta bianca.

L’adrenalinico giro inizia. Due soli rumori, quello della slitta che scivola sul ghiaccio e le tante zampette dei quadrupedi che si spostano silenziosi e decisi verso l’orizzonte. Mentre le punte degli alberi lasciano intravedere qualche ramo, si nota in fondo il Denali (Monte McKinley) che resta la vetta più alta del Nord America. Raggiunge, infatti, 6194 metri. Durante il cammino si incontrano diverse impronte di animali e ci si può divertire a cercare di indovinare a quale specie appartengano. Di solito si tratta di alci o volpi o, al massimo di una pernice bianca o di un coniglio artico. Questo tipo di attività si chiama mushing dal termine francese canadese marcher che letteralmente si traduce con camminare. Per quanto riguarda le agenzie che prevedono questa alternativa, conviene sempre prenotare in loco o rivolgersi direttamente al proprio tour operator in Italia.

Alla guida di una slitta
In molti casi ci si cimenta da soli nella “prova”, magari dopo un lauto pasto che permetta al corpo di essere pronto alla sfida. La guida locale, dunque, dopo aver preparato le mute per i cani, illustra le difficoltà del caso con un mini corso accelerato. Ci si sistema in piedi ben saldi sui pattini e le mani su una barra, mentre il passeggero resta seduto e coperto e a questo punto è consigliato non azzardare mai movimenti bruschi. Viene concesso solo di frenare un po’ in discesa per evitare di venire sbalzati fuori dalla slitta. Premendo forte con il proprio peso sulla barra del freno centrale, invece, ci si ferma. Del resto, fanno tutto i cani che sanno dove andare dopo tante prove.

Lo sleddog
Si chiama così questo tipo di corsa e dagli anni Ottanta, si è diffusa un po’ in tutte le zone fredde del mondo e anche in Italia. Le sue origini, però, sono antiche e si pratica sia a livello amatoriale che agonistico. Si indica in diversi modi, tra i quali pure dog sledding ed un tempo serviva fondamentalmente per coprire lunghe distanze quando ghiaccio e neve rendevano impossibile scegliere altri mezzi. Le slitte vengono trainate da un numero variabile di cani, da 8 a 20, di razza nordica. Ognuno un ruolo specifico che conosce bene, mentre colui che guida viene detto musher. Il più famoso cane da sleddog è Balto, che tra l’altro ha ispirato la storia, realmente avvenuta, dell’omonimo film Disney. Se in Alaska, la colonnina di mercurio può far risultare il giro ancora più impegnativo, in generale si tratta di uno sport che possono praticare tutti, anche i bambini. Da queste parti molti giri vengono previsti ad Anchorage, stessa location dalla quale parte la gara del settore più estrema del mondo, L'Iditarod Trail Sled Dog Race. Altri luoghi da visitare in slitta sono Denali, Fairbanks, Girdwood, e Juneau.
DIVENTA FAN DEL MATTINO
L'Alaska su una slitta trainata dagli husky
Planisfero
Fotogallery